Trama:Dopo la cacciata di Lucifero dal Paradiso, i demoni vivono nell'oscuro regno dell'Inferno. Nel buio eterno, tra paesaggi di spoglia roccia e fiamme inestinguibili, dove riecheggiano le strazianti urla di dolore delle anime dei dannati, due città si stagliano imponenti sopra tutte le altre: Dis, governata da Belzebù (erede di Lucifero) e Adamantinarx, governata da Sargatanas. All'improvviso un tuono scuote l'intero regno, quando Sargatanas dà inizio alla sua folle rivolta, marciando contro la città che un tempo gli fu amica. Spinto dalla nostalgia dei luoghi abitati prima della caduta e dall'amore per Lilith, ambigua e sfuggente creatura infernale, il demone vuole mettere fine all'oppressione di Belzebù e vincere un impossibile scontro tra titani. Il suo sogno è sovvertire l'ordine costituito e risorgere dal nero baratro dell'Inferno. Per riuscirci dovrà affrontare una guerra spietata, una guerra in cui tutte le alleanze saranno possibili, compresa quella con le anime eternamente dannate. (Dal risvolto di copertina)
PENSIERI:
Inizio le mie considerazioni parlando di un libro non troppo conosciuto, ma che mi ha coinvolta molto. La descrizione dell'Inferno è inquietantemente desolante, proprio come posso immaginare quel luogo. Sottolinea la fine di ogni speranza e proprio per questo, rende questo sentimento ancora più prezioso. Il percorso emotivo del protagonista Sargatanas, Angelo, caduto, demone dell'Inferno, lascia smarriti ed inquieti ... ha sbagliato, è stato punito, acquisisce consapevolezza del suo errore e brama il perdono, sempre conservando una sorta di malinconica speranza nel cuore, sino alla fine del racconto. E' bello vedere come un sentimento che tutti considerano una debolezza, permeato di tristezza, riesca a dare forza a chi lo prova.
Ho sempre considerato la speranza come una sorta di punizione, un sentimento statico che ci mantiene ancorati a desideri probabilmente irrealizzabili ... forse devo riconsiderare la mia posizione.
Un libro che entra di diritto tra quelli che più mi hanno colpita.
